The Warlocks – The Mirror Explodes: Recensione.

Siamo stati amanti per anni, il nostro amore puro come il cristallo si è frantumato; siamo rimasti per ore sui frammenti a guardarci sapendo che era l’ultima volta che i nostri occhi si sarebbero attratti come calamite.
Le lacrime salate scivolavano lentamente sui nostri tagli, bruciando la carne viva.

Fumavamo crack all’alba, nel nostro piccolo monolocale, nessun mobile, niente tv, avevi tolto il crocifisso e ci avevi messo un poster dei Warlocks, mentre imponente e unico era il nostro stereo, dal quale amavi far uscire possenti muri di suono che facevano vibrare i pochi vetri ancora intatti.
Tutto ciò che mi rimane è la tua maglietta sporca di sangue, maleodorante, ma non posso fare a meno di sniffarla, oggi sono andato a mendicare, ma al posto della dose sono entrato in un negozio di dischi, sai benissimo che la droga che preferisco sei tu, e quindi ho preso l’ultimo album dei Warlocks, ”The Mirror Explodes”.

La cover album di The Mirror Explodes

Volume massimo, sdraiato guardando il soffitto mi sono fatto travolgere da lisergiche armonie ruvide, gli occhi a subire l’ennesima allucinazione di averti ancora al mio fianco, le orecchie catturate da una psichedelia sixties, da muri di suono capaci di dilatare il tempo, di avvolgerti in un telo di lino e trasportarti in mondi surreali…capisco perché li amavi.
Certamente è un disco più appetibile rispetto a ”Heavy Deavy Skull Lover”, quello non me lo lasciavi nemmeno toccare, è ancora li appoggiato sul pavimento in un angolo, e io come volevi tu non lo tocco.

Difficile non nominare i My Bloody Valentine, complicato per me è anche non citare i Brian Jonestown Massacre, ma tu odiavi questi paragoni perché te li immaginavi dei dell’olimpo, i primi e gli unici a far stridere in quel modo l’amplificatore.
Ascoltare la melancolia soffocata dall’acido di ”The Midnight Sun” è peggio di un pugnale nel cuore, e mi sono fatto pugnalare più volte sta notte tra accenni paranoici di drone rock (”Slowly Disappearing”), passando inerme tra claustrofobiche iniezioni di fuzz (”Frequency Meltdown”).
Sta sorgendo il sole, ti penso mentre esco, ti penso mentre chiedo qualche spicciolo.
Oggi la dose l’ho comprata, è di quelle velenose, quelle che portano la parola fine, sono davanti alla tua tomba, ho preso con me tutti i cd dei Warlocks, lentamente fa effetto, senza salutare e senza essere salutato silenziosamente abbandono il mondo, accasciandomi sulla pietra fredda, tornando da te bella e tossica pronta a riabbracciarmi, baciarmi, facendomi vivere una seconda volta, magari quella buona ”Standing Between The Lovers Of Hell”.

Rating 6,5 out of 10

link The Warlocks MySpace

Red Camera, Official Video


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