PFM canta De André – Live Savona, Borghetto Santo Spirito: Reportage, recensione e foto del concerto.

La Premiata Forneria Marconi continua con il suo tour: “Pfm Canta de André”, ieri si sono esibiti a Borghetto Santo Spirito in provincia di Savona.

Concerto Pfm - foto Borghetto Santo Spirito Savona

Questa la testimonianza di Denise: La notte è densa e l’aria è pesante stasera. Quando  arrivo, il molo Marinai d’Italia è già pieno: una piccola penisola di cemento che rigurgita gente. Ci sono bambini, anziani, famiglie, ragazzi, e questo di per sé è già uno spettacolo visto che non sono molte le occasioni in cui fasce generazionali tanto diverse condividono -senza troppi traumi- un minuscolo spazio vitale.

La  Premiata Forneria Marconi questa sera si esibisce in una cornice davvero “postcard-style”: le luci della costa sembrano sospese nel nulla in mezzo al nero del cielo e del mare notturni che abbracciano la venue scelta per il concerto, la salsedine avvolge ogni respiro e la spiaggia sembra aspettare -con la calma tipica dei vacanzieri- che lo show abbia inizio.

Cerco di perforare la folla per avvicinarmi quanto possibile alle transenne che delimitano lo spazio ‘vip’ (400 posti riservati a qualche privilegiato con invito –da dove sia giunto l’invito, però, non è dato saperlo…) ma l’impresa si rivela ben più ardua di quanto avessi mai potuto immaginare: la mia missione si interrompe nel momento in cui mi trovo affiancata da una transenna alla mia destra, a tête-à-tête con uno dei pali che sostengono le pensiline laterali ed ostacolata da due tenere pensionate obese parcheggiate su due seggiolini pieghevoli di plastica. Impossibile proseguire oltre. Con la coda fra le gambe torno verso il banchetto del merchandising che fiancheggia l’ingresso all’ “area non autorizzata” e ricorro all’espediente più inflazionato della nostra piccola italietta: indosso con nonchalance la macchina fotografica, mi avvicino di soppiatto ad un carabiniere e “Scusi, potrebbe chiamare…” (eh, avere le conoscenze giuste…)

Sono dentro, attraverso il corridoio zigzagando fra giornalisti e fotografi e, dopo aver cercato di capire per quale arcano motivo vi sia anche una compagnia di Alpini (al mare!), arrivo sotto palco.

Ready, steady, go.
I brani di De André sono quelli che trascinano maggiormente il pubblico, ma anche nei pezzi made in PFM l’attenzione e il coinvolgimento della platea non sono inferiori. La musica della PFM esercita un potere ipnotico ed assistere ad un loro concerto è come passeggiare con sguardo rapito fra i corridoi di una mostra d’arte: la testa si farcisce di sensazioni e colori e senza nemmeno accorgersene la mente si ritrova in un’altra dimensione; le loro composizioni sono sculture fatte di musica, sono brani dotati di un impressionante valore estetico (“Musica Immaginifica” sono le parole scelte dallo stesso frontman che preferisce questa definizione all’etichetta “progressive rock” solitamente abbinata al nome del suo gruppo).

La Premiata Forneria Marconi gioca con la musica con lo stesso spirito e predisposizione mentale con cui un bambino sperimenta tutto ciò che lo circonda, e fra i momenti di maggiore impatto dello spettacolo voto senza dubbio per l’introduzione di Out of the Roundabout e la magia creata dalle mani del chitarrista Mussida mentre il labiale mima il canto della sua chitarra…

Di tanto in tanto mi guardo intorno per studiare il pubblico e le sue reazioni: sotto palco, professionisti e fotografi dilettanti si alternano nella caccia allo scatto d’effetto; subito dietro, per terra a gambe incrociate, tra jeans e bermuda, stanno seduti i giovani, e sono –ovviamente- quelli che rispondono meglio alle incitazioni del folle Di Cioccio; dietro ancora, comodamente seduti sulle poltroncine VIP, i 400 che scatenano l’invidia e la furia delle centinaia accalcate al di là delle transenne. Tutto attorno si confondono appassionati di musica e turisti che passano per caso, fan della PFM e sciure dalla faccia seria e impassibile che si trovano qui solo perché il concerto è offerto dal Comune e sono ben decise a non regalare il minimo sorriso o applauso nemmeno sotto tortura.

In questa macedonia di tipologie umane, la mia simpatia va senza dubbio ad un gruppetto di groupies over 40 che per tutto il tempo si sbracciano e con sguardo idolatrante cantano e urlano complimenti alla band.

Fra singalong e messaggi ecologisti, lo spettacolo procede spedito in un democratico gioco di squadra in cui i protagonisti si alternano cedendo di volta in volta lo scettro, ma è solo con Il Pescatore, ultima canzone prima del bis, che finalmente il pubblico decide di saltare in piedi e godersi finalmente il concerto come merita di essere vissuto: battiti alti e cori pronunciati dalle bocche più insospettabili tengono il tempo e accompagnano il gruppo fino alla fine del loro set, tanti i sorrisi e le facce soddisfatte, sul palco così come in platea.

La serata si conclude in euforia ed ora capisco come questo gruppo si sia guadagnato rispetto e menzioni d’onore nella storia della musica -italiana ed internazionale- negli anni d’oro del Rock con la erre maiuscola.

Sono passati più di 30 anni, ma si sa: la musica mantiene il sangue giovane.

REPORTER DEL CONCERTO: Denise Cucci

Hai assistito di recente ad un concerto di puro rock e vuoi raccontarci le tue sensazioni e giudizi? Scrivici a: rockermag@live.it

Un pensiero su “PFM canta De André – Live Savona, Borghetto Santo Spirito: Reportage, recensione e foto del concerto.”

  1. brava denise.. le tue parole riuscirebbero a trasportare chi non c è mai stato in quella notte di luglio. dipingi quadri vivi. spero di rileggerti presto..

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