Intervista a Sorry Ok Yes

I  Sorry Ok Yes sono un interessante duo italiano che suona un garage rock potente e sfrontato, chitarre sparate a mille e la batteria a pestare che combinate assieme alla voce (a volte quasi hip-hop) creano un mix letale.

Abbiamo avuto il piacere di porre qualche domanda via mail al frontman Davide Materazzi poco dopo la loro trasferta americana per il SXSW Festival, tra l’altro sta per uscire il loro nuovo ep ”Doing More With Less” per la Cal Rock Records di Los Angeles.

Freschi freschi di ritorno dal SXSW, come è stata questa esperienza? Che aria si respirava in quel di Austin? Quali sono state le performance che piu vi sono piaciute?
L’esperienza è stata entusiasmante…uscire dai confini europei e vedere che c’è dell’altro, è stato per noi molto motivante. Abbiamo visto veramente tantissimi concerti in quei 4 giorni a Austin, ma le band che ci hanno colpito di più sono state: The Matches (ottimi), Nico Vega (devastanti), Jaguar Love (incredibili), Von Bondies, che io già ascolto da qualche annetto, bravissimi e bellissimi. Li ho visti due volte lì a Austin ed è stato un piacere immenso per me farci quattro chiacchiere, sono davvero tra i migliori gruppi rock in circolazione. Tra i famosi abbiamo visto Devo, PJ Harvey, Ben Harper, White Lies, Razorlight, Echo & the Bunnymen, Tricky e altri che non ricordo.

Parliamo un attimo del nuovo singolo che state preparando per la Cal Rock Records di Los Angeles, tempo fa avevate pubblicato un altro singolo per un etichetta inglese, come mai non vi affidate a un’ etichetta italiana?
L’interesse per ora viene mostrato principalmente dall’estero: non so se sia bene o male, ma è un dato di fatto. Ed abitare in Italia, quando hai a che fare con gente al di là del globo per questioni così importanti, è abbastanza svantaggioso. C’è però da dire che lavoriamo con persone serie e capaci, quindi siamo felici.

Cӏ stato anche un cambio di formazione, ora siete un duo, cosa ha portato a questo cambio di line-up?
Il sound è stato completamente rivisto, le parti di batteria sono evidentemente più interessanti (Simone è subentrato a Settembre sostituendo il vecchio batterista) e le influenze sono molto più ampie. Muoversi in due è comodissimo, sia per una questione di praticità che economica, ma ha anche i suoi svantaggi, infatti tutto ciò che c’è da fare dietro le quinte si riversa solo su di noi…e a volte è un po’ stressante. Ma siamo tranquilli e andiamo avanti così.

Essendo un duo, durante le esibizioni live come vi atteggiate per essere il piu coinvolgenti possibili?
Bella domanda. Non è facile…anche perchè io suono e canto, quindi non posso muovermi più di tanto perchè il microfono è fisso. Quando possiamo ci mettiamo alla stessa altezza sul palco, così che la gente possa vedere anche Simone mentre suona.

Pregi e difetti di essere un giovane musicista ”indie” italiano?
La diffusione di internet in pochi anni ha giovato moltissimo alla scena indipendete, secondo me. Sempre più bands scelgono di muoversi da sole, si organizzano tour ovunque e si costruiscono fanbase solide a centinaia di km da casa loro. Questo è molto stimolante, e ti permette di raggiungere risultati veramente impensabili per una volta. Tra i difetti, se così si possono chiamare, sicuramente il fatto che la musica italiana sia poco apprezzata e conosciuta all’estero, manca un po’ di attenzione che sicuramente meriteremmo (penso alla scena giapponese, francese, tedesca, scandinava). Suonare in Italia poi, è sempre più complicato, ci sono sempre meno locali e sempre più gruppi, alla fine quelli che girano veramente sono pochissimi e si fanno un mazzo tanto.

Avete alle spalle molte date all’estero, che differenza notate tra paesi come l’Inghilterra e l’Italia?
Musicalmente in Inghilterra è tutta un’altra storia. L’America poi, è veramente un altro mondo. Suonare all’estero è molto stimolante, e suonare fuori Italia ti fa capire molte altre cose, da musicista, che qua non capiresti mai; il livello tecnico, organizzativo, artistico delle band che abbiamo visto negli USA è a dir poco anni luce avanti a noi. E non ti sto parlando di gruppi molto conosciuti o in giro da molto tempo, ti parlo della media, di quelli che suonano in locali normali con affluenza normale. In generale, abbiamo visto molta più passione, voglia di fare, impegno.

Cosa avete in programma per il futuro
Sicuramente molte date in Italia, nella nostra cara Italia, ma anche nuovi live negli USA e Europa. Aspettiamo che esca l’EP per vedere un po’ le reazioni, poi decideremo meglio il da farsi.

Qualche aneddoto curioso o simpatico…
Ce ne sono veramente tantissimi, capitati soprattutto in Texas.
Mi ricordo di un duo con cui abbiamo suonato a Houstin, per la nostra seconda data, una specie di metal/hard rock con la cantante chitarrista femmina, tutta travestita. Neanche il tempo di iniziare il concerto che questa tipa inizia a correre per il palco, si butta in terra, salta come una pazza, va in mezzo alle persone si sdraia e lecca le scarpe del pubblico, poi alla fine del concerto si lancia, ma si lancia sul serio, sul batterista che stava ancora suonando e non ha fatto in tempo neanche ad accorgersene. Stavamo ridendo come dei pazzi, non ci credevamo.

Secondo voi:
• miglior disco 2008
• miglior brano 2008
• miglior artista 2008

Tra le migliori uscite sicuramente il disco dei Fleet Foxes, quello dei TV On the Radio e Dig!!! Lazarus Dig!!! di Nick Cave.

Il miglior brano è Orphans di Beck.

La miglior band…i Mars Volta, anche se non sono usciti nel 2008, sono sicuramente quelli che hanno più cose da dire in questo momento.
Il miglior artista e assistito nel 2008

Sorry Ok Yes Website

2 pensieri su “Intervista a Sorry Ok Yes”

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