Bloc Party – Intimacy: Recensione.

Il terzo album è come un esame di maturità, dove di solito il gruppo in questione dovrebbe consacrare il proprio stile e affermare la sua personalità, i Bloc Party con Intimacy evitano tutto questo e, lasciatemelo dire, mi confondono un po’.

Quando usci Mercury, primo singolo dell’album, pensai subito a una totale virata della band verso l’elettronica, già Flux ai suoi tempi mi diede questa sensazione; ma ascoltando Intimacy vengo smentito, oltre alle tracce che presentano un massiccio uso di sintetizzatori, beats programmati ecc appaiono anche canzoni che mi riportano un po allo stile del primo lavoro della band Silent Alarm, in Halo e One Month Off i classici riff  potenti della band prendono il sopravvento trasmettendo grandi dosi di adrenalina.

 

La cover album di Intimacy

Ascoltando le altre tracce rimango un po dubbioso, soprattutto perche l’enorme capacità, e la grande qualità che Matt Tong, Russell Lissak, e Gordon Moakes vengono un po messe in secondo piano, sembra che i Bloc Party si siano trasformati in one man band, e per one man intendo Kele Okerele, mi pare uno spreco mettere sotto di un gradino gli altri componenti che inizialmente avevano dato una base solida e potente al frontman. Di conseguenza si perde un elemento che a mio parere aveva fatto dei Bloc Party una grande band: la capacità di tramutare una canzone da lenta a veloce, da calma a frenetica e da bassa a alta,
azzeccando sempre i tempi e riuscendo a creare melodie complesse capaci di evolversi e stupire; in Intimacy manca tutto questo, la band si isola o da una o dall’altra parte.
Inoltre il cd mi sembra molto sconnesso, molte canzoni sono mondi a parte rispetto alle altre, Ares con la sua batteria potente mi rimanda a i Chemical Brothers, Mercury ascoltata nel contesto del cd non mi da piu quella sensazione strana che mi venne la prima volta che la sentii; Trojan Horse è la traccia dove il connubio tra rock e elettronica riesce meglio arrivando persino a qualche riff di chitarra metal (non l’unico dell’album); Ion Square chiude l’album regalandoci l’unico lento degno di nota. Biko, Signs e Zepherus possono essere stimate per inventiva, sperimentazione e combinazione di suoni elettronici, ma come sottolineavo prima non si raggiunge mai l’apice e la grande quantità di tracce di questo tipo le rende alla lunga noiose.
Insomma il mio parere su Intimacy, se lo dovessi giudicare come un esame di maturità, è superato con la sufficienza, ma da una band come i Bloc Party mi aspettavo molto di piu.

 

Rating: 2,5/5

Bloc Party MySpace

One Month Off Official Video

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