Oasis – Dig Out Your Soul: Recensione.

Dopo Don’t Believe The Truth, la raccolta Stop The Clocks e il dvd Lord Don’t Slow Me Down i fratelli Gallagher tornano con il loro settimo album Dig Out Your Soul.

Un’ opera che come come da vari anni a questa parte vede la collaborazione di tutti e quattro i componenti nella scrittura delle canzoni, Noel ne ha composte sei, Liam tre e Andy e Gem una a testa.

Dig Out Your Soul si presenta subito con un suono duro, potente, Bag It Up è una marcia ipnotica che apre le danze, rimpiazzando il suono pulito e ben definito di Don’t Believe The Truth con chitarre grezze, ritmo calzante ma soprattutto un suono rude che rimanda al carattere presuntuoso dei due Gallagher.

La cover album di Dig Out Your Soul

The Turning sembra calmare un attimo le acque, il piano che spunta seguendo la batteria crea un’atmosfera cupa, molto avvicinabile agli Stone Roses, il ritornello invece emerge con una carica immensa mentre il riff è uno dei momenti migliori di tutto il cd, riappare quella freschezza e genuina giovinezza che consacrò il successo del loro album di debutto Definitely Maybe. Un tema trascinante e presente nella maggiorparte di canzoni è una vena di psichedelia che scorre veloce e pura, come un iniezione di adrenalina, l’ostentato modo di portare allo sfinimento ogni singola melodia dona un tono piu oscuro e tetro, molto Rock’n’Roll.
The Shock Of The Lighting è a mio parere uno dei pezzi migliori, un rock acido, trainato da un organetto e una batteria che pesta senza fermarsi mai, anche qui si nota, come prima accennavo, la ritrovata freschezza e duttibilità verso una forma piu appetibile di canone rock, molto semplice ma elettrizzante con uno spettacolare assolo di batteria nel mezzo, la canzone rende molto bene anche dal vivo.
I’m Outta Time, opera della penna di Liam Gallagher è stata osannata da tutti come il suo masterpiece, di fatto è un ottima composizione che volge il suo sguardo a cio che John Lennon espresse nella sua carriera solista (vedi Jealous Guy), e non poteva mancare una sua citazione a terminare la traccia più calma dell’album.
Segue il momento di Noel, che prende in braccio la chitarra e inizia Get Off Your High Horse Lady, canzone quasi strumentale, che ostenta un ritmo e una melodia che alla lunga stanca un po’; ma gli si puo perdonare perche mentre termina si sentono i rumori di una spiaggia e piano piano appare in sottofondo Falling Down, piccolo gioiellino ai quali Noel ci ha costantemente abituati, con una batteria echeggiante Tomorrow Never Knows si aprono le danze a una melancolia soffocata in uno spazio extraterrestre.
Qui si chiude la parte migliore di Dig Out Your Soul, e inizia a decadere pian piano canzone dopo canzone, certamente To Be Where There’s Life con un giro di basso azzeccatissimo, nessuna chitarra elettica ma solo il tambura è un episodio interessante del cd, e la band inglese dimostra di avere le marce giuste per sperimentare nuovi suoni, la traccia rende molto bene anche durante i live.
Ain’t Got Nothing scritta da Liam riguardo alla famosa rissa di Monaco non è niente di particolare, facilmente paragonabile a The Meaning Of Soul di don’t Believe The Truth; segue l’ombra del classico rock veloce e conciso degli Who. The Nature Of Reality, marchiata Andy Bell, è un rock acido che viene spesso svarionato con riff potenti facendo crollar il tutto in una psichedelia profonda; anche qui la qualità rispetto alle prime canzoni è calata, come nell’ultima Soldier On.
Sicuramente si può dire che gli Oasis sono tornati con un gran album, la prima parte del lavoro tiene ritmi alti, non si pone freni e riacquista quella spinta che si perse negli anni a seguire a Be Here Now, Noel ha detto che ha riniziato a scrivere canzoni di getto durante le recording sessions e questa potrebbe essere un’altra conferma a riguardo della nuova alchimia presente nella band.
Dig Out Your Soul potrebbe chiudere un ciclo che era partito con Heathen Chemistry e tramite Don’t Believe The Truth gli ha riportati sulla cresta dell’onda. Certamente sono irraggiungibili i capolavori di Definetely Maybe e What’s The Story Morning Glory, sicuro è che gli Oasis non hanno voglia di uscire dalla scena e si sono affermati come una grande realtà internazionale.

Rating: 4/5

Oasis MySpace

The Shock Of The Lighting Official video

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