Kaiser Chiefs – Off With Their Heads: Recensione.

Chi non conosce I Predict A Riot? E Everyday I Love You Less And Less?

Il folgorante debutto dei Kaiser Chiefs con Employment riportava in auge le melodie Brit-Pop e uno spiccato gusto per ritmi veloci e ballabili, i testi ironici più che mai rendevano tutto ancora più bello. A seguire ci fu Yours Truly Angry Mob che non colpì cosi tanto come il primo album, è invece uscito da poco l’ultimo cd Off With Their Heads.

La terza opera della band è stata prodotta da Mark Ronson e si ritrova la sua mano nella rifinitura dei suoni, il mixaggio abbraccia una melodia composta da più strumenti senza mettere in secondo piano nessuno di questi, per il resto il cd scorre sugli stessi binari di quelli precedenti, senza riuscire a raggiungere l’apice di Employment, infatti se nell’album si nota una qualità sel suono maggiore, non si agguanta mai quella energia espressiva e rabbiosa della band al suo debutto.

La cover album di Off With Their Heads

Comunque la band ci prova, ci sono melodie orecchiabili, catchy e ballabili, in primis il singolo Never Miss A Beat che con la classica ironia critica l’antintelletualismo giovanile odierno (”it’s cool to know nothing”), Half The Truth si impone con catttiveria, ma la collaborazione del rapper Sway nel finale è mediocre e poteva essere evitata, riesce bene invece Addicted To Drugs.

La terza opera marchiata Kaiser Chiefs non propone nessuna particolare evoluzione, se non un aumento dell’uso di sintetizzatori che al giorno d’oggi sembra essere ormai un imperativo categorico, di certo You Want History costruita su una base di tastiera è uno degli episodi meno convincenti di tutto il cd, appare qualche innovazione nell’ultima Remember You’re A Girl cantata dal batterista, uno slow down finale con una melodia persa in un’atmosfera da sogno mostra che la band ha un potenziale anche fuori dal suo solito cliche abituale.
Nell’album appaiono i soliti riferimenti della band, per esempio i Blur e i Pulp, a fare da ospite alle backing vocals di alcune canzoni c’è l’onorata presenza di Lily Allen; il terzo cd di ricky Wilson & company non delude completamente le aspettative, non mi astengo dal sottolineare che pur risultando piacevole all’ascolto, le canzoni si perdono velocemente nella mia mente, difficilmente trovo qualcosa che mi rimanga impresso, per esempio qualche spunto dell’apripista Spanish Metal è particolare, ma non sviluppato a dovere, e se magari fa sperare in qualche sperimentazione o evoluzione della band tutto termina subito.

E’ strano notare come le band che hanno fatto da apripista nel mainstream con questo genere musicale, calamitando l’attenzione internazionale verso questo nuovo movimento inglese siano arrivate al terzo cd deludendo e senza affermarsi, non sto parlando solo dei Kaiser Chiefs, mi riferisco anche ai Bloc Party per esempio. Cambiando ottica su questo problema si puo facilmente notare come questo genere sia stato usurpato in pochi anni, reso effimero da un business commerciale, da un numero enorme di band lanciate sulla scena ognuna fotocopia dell’altra. Probabilmete la colpa non è tutta da attribuire agli artisti, ma anche ai canali mediatici che ultmamente hanno puntato maggiormente alla quantità piuttosto che alla qualità, creando un caos non indifferente.

Rating: 2,5/5

Kaiser Chiefs MySpace

You Want History Official Video

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