Hatcham Social – You Dig The Tunnel, I’ll Hide The Soil: Recensione
Terribilmente freschi, ossessivamente british, leggermente old-style ma absolutely catchy.
Ecco il debutto del quartetto di Londra, che non occupa le blasonate copertine delle riviste inglesi più famose, ma non ne ha nemmeno bisogno; questi quattro ragazzi invece collezionano le luccicanti prime pagine dei magazines musicali degli anni ottanta e ce le espongono con estrema facilità nel loro lavoro ”You Dig The Tunnel, I’ll Hide The Soil”.
Ci si imbatte nella sfuocata clashiana ”Murder In The Dark” per arrivare a ”Hypnotise Terrible Eyes” che risale alle melodie frenetiche, ai riff scanzonati e scazzati dei Libertines degli albori, dando un calcio alla mondanità e impastando tutto con ingredienti appunto ormai passati, ma che sembrano alla ribalta proprio in questo periodo. Se dall’altra parte del globo ci sono The Pains Of Being Pure At Heart, in Inghilterra ci sono loro, che evitano di sfociare in uno shoegaze ossessivo mantenendo la maggior parte delle canzoni incontaminate e pulite, mettendo in risalto un ottimo songwriting che con l’aiuto di Tim Burgess come produttore, e anche grazie a un numero infinito di esibizioni live brillano in maturità e eleganza.
Prendete ”My Opinion” o ”So So Happy Making” tanto per aver una semplice conferma, oppure ascoltatevi ”Sidewalk” e le chitarre shoegazzate alla Jesus & Mary Chain scivoleranno dolcemente come fanno i cocktail il venerdi sera.
Un album di debutto che segue vari singoli pubblicati su vinile, appoggiato con fermezza dal Mogul Alan McGee che molto probabilmente avrà pensato agli House Of Love da lui scoperti.
Insomma troverete una costellazione di astri imparentati con gente del tipo Wedding Present e Only Ones oltre gli altri già citati, che continuerà a brillare ogni volta che deciderete di deliziare le vostre orecchie con questo debutto che dir degno di nota è probabilmente riduttivo.
Rating: 4,5/5
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Murder In The Dark. Official Video


